Superata via Oberdan, a Nervi, si attraversa la centralissima Piazza Piattaluga, di fronte alla stazione ferroviaria (da Viale delle Palme) e vicino al famoso parco di Nervi. Si proseguono pochissimi metri di via Marco Sala e si arriva al locale Tiffany. Completamente ristrutturato, apre il 15 Marzo 2011. Il nome vuole essere un affettuso omaggio al film “Colazione da Tiffany” con Audrey Hepburn, tratto dal romanzo di Truman Capote, che uscì in America il 5 ottobre del 1961. L’interno ha linee essenziali: sulla destra il bancone grigio antracite e piano in vetro trasparente; sulla sinistra il ripiano, con una lunga schiera di pregevoli bottiglie di vino e di Champagne. L’attigua sala lascia spazio ai tavolini in vetro e supporto centrale in alluminio, con sedie trasparenti, che donano leggerezza all’ambiente, e sgabellini con morbida seduta bianca e nera. Ad impreziosire il tutto una gigantografia dell’attrice Audrey Hepburn con bocchino ed acconciatura, immagine simbolo del famoso film, e infine soffici cuscini appesi alle pareti. Pregevoli bottiglie di champagne sono conservate sulle pareti in un elegante winrack trasparente che, come opere d’arte, crea un aspetto affascinante e invoglia gustarne un flute.
Il locale ha una vocazione come Caffetteria e Champagneria. Le colazioni al mattino sono accompagnate dalle calde brioches di Poldo (un'antica e famosa pasticceria ligure che ha le sue radici nel lontano 1894). Il pranzo è preparato al momento con ingredienti semplici e genuini. Gli ottimi aperitivi, con cocktail, vino o Champagne, sono sempre serviti con deliziosi piattini salati con insaccati, olive e gnocchetti caldi; oppure con l’ottima pasticceria fresca o secca della nota pasticceria Lenzino di Nervi. Si organizzano serate a tema con degustazioni di Champagne e vini pregiati.
Il marchio di punta dello champagne è Janisson & Fils (classé, rosé, brut, blanc de blancs), di cui i titolari sono importatori diretti. La scelta dei vini è notevole: Amarone Tommasi della Valpolicella Classico DOC, Barbaresco di Gaja, Tignanello dell’azienda Antinori e i Vini dell’azienda Barale.
Come direbbe Holly, la protagonista del film, se entrasse nel locale: “Io vado pazza per Tiffany...”.
Intervista Renzo Vassallo, Lorenzo Orciuoli
Da quanto tempo fai questo lavoro?
Renzo Vassallo: Dal 1988.
Lorenzo Orciuoli: Sono da quasi 25 anni nel settore. Ho iniziato molto giovane.
E come hai iniziato?
RV: Ho iniziato come titolare di un bar in via Colombo, qui a Genova. In tutto ho gestito più di quattordici locali. Tra questi posso citare: il 2 di Picche (da Corso Buenos Aires), Pasta & Basta (via Oberdan e via Ippolito D’aste), O’Cafè e il Moma (Via Oberdan); e ancora il primo Tiffany (via Corsica), un bar a Certosa e un altro a Strevi (Piemonte). Ho avuto in gestione diretta per diversi anni l’Osteria dei Farinelli (Salita del Prione, da piazza delle Erbe, proseguendo verso Porta Soprana).
LO: I miei genitori avevano un bar e io ho continuato la loro attività. Ho avuto l’opportunità di maturare grazie a diverse esperienze. Ho iniziato al Bar Mora (Via Trebisonda), poi al Bar della Noches (C.so Sardegna). Poi sono stato due anni in Austria, lavorando sempre nella ristorazione. Tornato in Italia ho gestisto il Bar Tabaccheria Arcobaleno, poi ho collaborato presso il Pasta e Basta (via Oberdan e via Ippolito D’aste) e O’Cafè (Via Oberdan). Dopo quasi 12 anni ho aperto insieme al mio socio Renzo, il locale Tiffany Caffetteria Champagneria.
Come vi siete conosciuti?
RV: Andavo tutte le mattine a prendere il caffè presso il Bar Arcobaleno e un giorno, durante una chiacchierata, ho conosciuto Lorenzo e poi da lì ci siamo sentiti e abbiamo decisono di intraprendere insieme questa nuova avventura al Tiffany.
LO: Aggiungo che il nostro punto di forza, oltre l’esperienza accumulata, è la nostra complementarietà: Renzo sempre alla ricerca di nuove idee ed io più concentrato sugli aspetti operativi di gestione.
Cosa consiglieresti ad un giovane che si volesse approcciare a questo lavoro?
RV: Bella domanda.. Io ho i miei due figli più grandi che lavorano al Tiffany, per cui so cosa significa l’inserimento nel mondo del lavoro per un giovane… Posso dire che bisogna avere un forte spirito imprenditoriale, aver sempre voglia di fare e provare nuove cose. Ho in mente sempre nuove idee che realizzo nel corso degli anni. Avere una visione strategia è oltremodo importante per continuare a crescere sia come persona che come imprenditore.
LO: Di continuare a studiare! Ci vuole tanto impegno e tantissima passione per fare bene questo mestiere.
Un aspetto che ami del tuo lavoro…
RV: Aver a che fare con la gente, nel senso di poter fare sempre nuove amicizie che durano nel tempo. Nonostante i miei 23 anni di lavoro passati in posti diversi, molti miei vecchi clienti vengono spesso trovarmi per un caffè. E questa è una gran bella soddisfazione.
LO: Il contatto con la gente e poi mi piace cucinare. I piatti a pranzo sono tutti preparati da me. Preferisco la cucina semplice, leggera e senza unto, cosa che è sempre apprezzata dai nostri clienti.
Tra famiglia, amici e tempo libero che posto occupa il tuo lavoro?
RV: Quando sono nel momento delle aperture, mi ossorbe al 100%. Poi delego le attività routinarie per dedicarmi alla ricerca di nuove opportunità. La costruzione di una relazione può essere complessa, confesso che ci vuole una donna che sappia accettare il tuo lavoro e ti sia di supporto. Io ho tre figli: 2 già grandi di 19 e 21 anni e una ragazzina di 12 anni a cui voglio dedicare il maggior tempo possibile. La presenza genitoriale è importante e va ricercata anche nella nostra attività imprenditoriale.
LO: Tutto. Lavoro dalle 12 alle 14 ore al giorno.
Hai ancora un sogno ancora nel cassetto?
RV: Per così… In particolare aprire un locale in un bel posto all’estero, dove posso respirare aria nuova e godermi una qualità della vita migliore di quella che, ahimè, devo subire qui in Italia, insieme alla mia compagna.
LO: Si, aprire un ristorante tutto mio con degustazioni di vini, birra e la preparazione di piatti particolari come il bollito misto, trippe, tagliete e fiorentine doc. Sono pochi i ristoranti in grado di preparare questo genere di pietanze, perchè significa impegnarsi nella ricerca degli ingredienti giusti e di scegliere le materie prime di qualità, senza scendere a compromessi.